Un paese

0 Posted by - 26 marzo 2014 - conferenze

Un Paese. Raccontare il presente italiano.

Un nuovo ritratto dell’Italia, vista e raccontata dagli scrittori.
Dal 4-6 aprile 2014, a Bagnacavallo (RA)

Comporre, insieme a scrittori di diverse generazioni, un ritratto e una visione dell’Italia, ricostruendo la profonda relazione che lega l’identità locale, quella del paese con la “p” minuscola, e quella nazionale, con la “P” maiuscola: questo è l’invito di Un Paese. Raccontare il presente italiano, un nuovo progetto culturale che, sotto la direzione scientifica di Christian Caliandro, prenderà forma dal 4 al 6 aprile 2014 a Bagnacavallo (RA), promosso dal Comune di Bagnacavallo e realizzato dall’Associazione Anthem grazie al contributo della Regione Emilia Romagna nell’ambito del programma di educazione alla pace e ai diritti umani.

Il centro storico di Bagnacavallo, paese natale di Leo Longanesi, nel cuore della Romagna, ospiterà tre giorni di incontri, riflessioni e racconti aperti al pubblico per ricostruire dettagli, gesti, mondi sociali, sistemi morali del nostro Paese: una narrazione che si fa atto civile e che afferma la necessità, oggi come è avvenuto in passato, di una ricostruzione identitaria capace di affrontare la crisi e le trasformazioni che l’Italia attraversa. Questa è l’urgenza che sembra accomunare, al di là dei generi e delle generazioni, i progetti recenti e futuri di molti scrittori italiani.

Le voci di Un Paese. Raccontare il presente italiano sono quelle di Marcello Fois, che a partire dal suo recente progetto Sei per la Sardegna (Einaudi 2014) allargherà il discorso al tema del paesaggio italiano, di Alberto Masala, protagonista dell’evento di apertura tra letteratura e musica, di scrittori che ritraggono le trasformazioni del Paese radicate nelle storie delle città, come la Bari di Marcello Introna, la Milano di Alessandro Bertante e Antonio Scurati, protagonisti di un’importante anticipazione, le ferite de L’Aquila di Alessandro Chiappanuvoli che si incontrano con quelle dell’Emilia Romagna terremotata. Quest’ultima sarà raccontata da Giovanni Losavio, magistrato e presidente di Italia Nostra Modena in un focus dedicato. E ancora, il tema del lavoro, visto anche attraverso l’incidente ai cantieri Mecnavi di Ravenna raccontato da Angelo Ferracuti, il precariato narrato da Vanni Santoni, la società dello spettacolo di Cristò e Candida Morvillo, la politica di Massimiliano Panarari, il tema dell’identità e della frontiera al centro del prossimo libro di Alessandro Leogrande, le letture di Cinzia Leone, premio Margherita Rosa 2014 con il suo Cellophane e lo sguardo sulla contemporaneità di Christian Raimo.

Un focus sarà condotto da Alessandro Bollo responsabile di Ricerca e Consulenza della Fondazione Fitzcarraldo, con Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli, sul tema della partecipazione come strada per riannodare la cultura con la società.

Protagonisti di questo racconto saranno inoltre Leo Longanesi e Cesare Zavattini. Il primo, figura d’intellettuale a tutto tondo (giornalista, pittore, scrittore, disegnatore e caricaturista) ebbe i suoi natali a Bagnacavallo. Nell’ambito di Un Paese. Raccontare il presente italiano Christian Caliandro renderà omaggio a questo autore che ha saputo catturare in maniera fulminea e caustica non uno ma più presenti dell’Italia. Di Zavattini, invece, parlerà Simone Terzi, coordinatore delle attività della Fondazione Un Paese – Comune di Luzzara. L’incontro partirà dal famoso libro fotografico Un paese (1955), che ritrae Luzzara e la sua comunità attraverso la fusione tra ritratto visivo e didascalie narrative. Un paese rappresenta l’incontro tra la grande arte realista americana degli anni Trenta (fotografia e letteratura) e l’obiettivo neorealista di catturare la vita e il presente umano senza mediazioni.

Ampio spazio sarà dedicato al cinema con le proiezioni di Un Paese nel cinema. Tra queste, Come l’acqua che scorre, con la regia di Fausto Pullano – che offre la ricostruzione, attraverso il racconto di testimoni oculari, dei tragici avvenimenti che portarono all’eccidio dei “Tre Martiri” – e il nuovissimo Mancanza Inferno, del regista Stefano Odoardi. Un Angelo ispirato alle Elegie Duinesi di R.M.Rilke – racconta la sinossi del film – vaga attraverso le rovine di un Inferno contemporaneo, in una città silenziosa e abbandonata, nella quale è imprigionato un gruppo di dannati. Mancanza Inferno è un viaggio dentro le macerie di ogni essere umano girato a L’Aquila, città distrutta dal terremoto del 2009 e non ancora ricostruita. La proiezione, che avverrà il 6 aprile, quinto anniversario dal terremoto de L’Aquila, sarà introdotta dal regista.

Nel corso delle tre giornate, il cuore della narrazione e dell’ascolto sarà Bagnacavallo, che si mette al centro di un percorso di partecipazione e di scoperta del territorio: il progetto Un Paese…da scoprire, a cura dell’Archivio storico comunale, con la collaborazione dell’ Ufficio di Promozione Turistica dell’Unione della Bassa Romagna offrirà al pubblico una serie di visite guidate tematiche tra misteri e rivoluzioni, luoghi religiosi, aneddoti cinematografici, scenari di passioni amorose e politiche. Molto ampio, inoltre, sarà il programma curato dall’Associazione Acrylico che comprende un’installazione sonora frutto di una serie di interviste sui sogni e i desideri dei cittadini di Bagnacavallo, la presentazione del libro I volti delle parole, di Davide Ferroni, un incontro con Davide Reviati, autore della graphic novel capolavoro Morti di sonno, che racconta la vita di alcuni ragazzini nel Villaggio Anic di Ravenna, e infine le letture per bambini di L’altra città di Mia Leconte, cui seguirà un laboratorio di illustrazione di Andrea Rivola.

Come afferma Christian Caliandro: “Uno dei maggiori problemi che abbiamo di fronte è la scarsa, perduta abitudine a confrontarsi con la realtà sociale, con la vita quotidiana delle persone al punto da farne il centro esatto non solo della propria osservazione, ma della propria azione. Solo in questo modo è possibile pensare di cambiare il contesto che ci circonda. Nel momento stesso in cui le basi stesse del vivere insieme, e del vivere bene insieme, vengono drammaticamente messe in discussione, e quando il disagio sociale, politico, culturale fortissimo sembra spingere quasi tutti verso l’isolamento, è essenziale riflettere di nuovo narrativamente sulle forme di questa esistenza comune – e sui modi in cui il paese e il Paese convivono e si sovrappongono”.

Dopo l’apertura, nella serata del 4 aprile, gli appuntamenti saranno articolati secondo il format della Ted’s Conference nell’arco del 5 e 6 aprile. La serata del 5 aprile si concluderà con la Cena dei Popoli, aperta a tutti (info 340.8275323) a cura delle Associazioni Jam Salam e Amici del Mozambico. Coltivare il cibo, cuocerlo e offrirlo sono azioni che fanno parte del ciclo della vita e del suo rinnovamento in ogni parte del mondo. Piatti e musiche dal mondo trasformeranno il convento in un’agorà universale per conoscere e condividere cibi e tradizioni dei Paesi. A seguire, Un Paese a colori, spettacolo di Vito Baroncini con foto di Luca Pirazzini.

Considerati tutti insieme, i frammenti della narrazione che si costruirà a Bagnacavallo comporranno un ritratto complesso ma vivo, un racconto veritiero perché finzionale, dell’Italia di oggi. E, possibilmente, di quella di domani.

Per aggiornamenti sui protagonisti e il programma, consultare il sito www.1paese.com.

 

Associazione Culturale Anthem ha l’obiettivo di diffondere la letteratura, le arti visive, il cinema, la musica, la creatività e la cultura in generale e promuovere l’idea della cultura come bene per la persona e valore sociale, come fattore di sviluppo sociale. Presieduta da Santa Nastro, i suoi soci fondatori sono Giorgia Battelli, Christian Caliandro e Giulia Mocenigo.

Il Comune di Bagnacavallo, nell’ambito delle sviluppo delle politiche culturali e di aggregazione sociale, ha elaborato il progetto dal titolo Un Paese: Bagnacavallo della pace, presentato nell’ambito del bando regionale anno 2013, emesso sulla base della L.R.12/2002. Il progetto prevede la realizzazione di diverse azioni tra le quali la prima è proprio Un Paese.

Christian Caliandro è storico dell’arte contemporanea e studioso di Cultural Studies. Insegna “Media e narrative urbane” presso l’Università IULM di Milano. Ha pubblicato La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria 1977-’83 (Electa Mondadori 2008) e, con Pier Luigi Sacco, Italia Reloaded. Ripartire con la cultura (Il Mulino 2011), è autore di Italia Revolution – Rinascere con cultura (Bompiani, 2013).

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