MCZ territorio: Guido Mariani

1 Posted by - 5 Giugno 2018 - Territorio

Padiglione Estate 2018
MCZ territorio: Guido Mariani
venerdì 22 giugno ore 21.00

Siamo lieti di ospitare un lavoro di Guido Mariani nell’ambito del progetto MCZ territorio, che coinvolge in momenti espositivi nel museo i protagonisti faentini della ceramica, come ogni anno all’interno del calendario estivo.
Per questa occasione Matteo Zauli ha scelto uno specifico lavoro dell’artista, dedicato al padre, per continuare una sua indagine sulle tematiche del rapporto padre-figlio.

L’installazione unisce, nello stile di Guido Mariani, una nota irriverente alla maestria tecnica, in un lavoro altamente poetico, riassunto in queste parole dell’artista.

– Sai babbo, ho pensato di usarti come modello per chiudere la mia mostra, ma non ho chiaro che posa farti assumere…
– Stai bene Guido? Posano le modelle non i vecchietti.
– Si, vero, ma così chiudevo il percorso con il tema sulla terza età che è in evoluzione…
– Allora modellami mentre faccio il gesto dell’ombrello!
– Eddaii, ne ho messo fin troppo di sarcasmo nei temi che presento… però sarebbe la giusta chiusura per sottolineare la solitudine dell’uomo contemporaneo.
Poi ti immortalerei attraverso il gesto biblico della creazione, potendo così affermare: “eppure ti ho plasmato con la polvere del suolo”… il figlio che “modella” il padre che idea!!!

Questo più o meno il dialogo che intercorse nel 1980 tra me e mio padre, il quale posò per notti intere, mandando a quel paese tutti quanti, me compreso… ma orgogliosissimo di quello che stavo facendo.

(Guido Mariani)


“Mariani, le magicien, qui change la terre en bois, en tissu ou en pierre, et fait voler l’argile. Mariani, l’insolent, qui se moque des dieux mais adore les épouvantails. Mariani, le tendre, qui n’en finira jamais avec la poétique de son enfance comme un Fellini de la bonne époque. Mariani, l’habile, qui racommode les pots et les idées cassées. Mariani, le superbe, qui rit de tout mais réve juste…”

Marie-Thérèse Coullery


Eppure ti ho plasmato con la polvere del suolo…
Guido Mariani,

Esposizioni principali dell’opera:
1981 – Faenza, Palazzo Esposizioni, mostra personale “percorso” presentata da Claudio Baccilieri e Concetto Pozzati.
1983 – Castellamonte, chiesa di San Rocco mostra personale “identificazione/teorema”, presentata da Aldo Moretto.
1984 – Limoges, galleria dell’Ecole Nationale d’Art decoratif, mostra personale “Pegase ou le fils de la terre”, presentata da Giorgio Ruggeri.

Guido Mariani scultore ceramista faentino, dal 1975 alla metà degli anni ‘80 la sua indagine fa perno su aspetti autobiografici, un mondo ironico e sarcastico, dove la realtà è rivestita con la “pelle” della ceramica. Il 1980 è l’anno del “Premio Faenza”, delle prime installazioni, del riconoscimento internazionale. Dagli anni 80, progressivamente prende avvio un periodo la cui ricerca è basata sulla velocità del gesto, sulle forme sinuose della natura, sul “neo barocco selvaggio” così definito dalla critica. Dal 2005 racconta con volti per lo più femminili, momenti riferiti all’oggi, pieni di allusioni e significati simbolici, sottolineati da titoli recanti metafore, detti e citazioni. Riceve inviti da Francia, Canada, Giappone, Spagna, Grecia, Slovenia, Cina, Corea del Sud, sia per condurre workshop, sia come membro di giurie e residenze d’artista. Nel 2015 è presente su invito alla mostra “La ceramica che cambia” al museo Internazionale della Ceramiche di Faenza e alla mostra “La Scultura in Ceramica” alla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma.

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