Il museo partner di Courtesy Emilia Romagna, progetto espositivo di Artefiera.

0 Posted by - 8 Gennaio 2019 - Carlo Zauli, ceramica contemporanea

COURTESY EMILIA ROMAGNA
Artefiera Bologna
1 / 4 febbraio 2019

Siamo lieti di essere stati invitati all’interno della maggiore novità del programma collaterale di Arte Fiera: Solo figura e sfondo, una mostra dedicata alle collezioni istituzionali d’arte moderna e contemporanea dell’Emilia-Romagna, pubbliche e private.

Il Museo Carlo Zauli contribuisce al progetto prestando dalla propria collezione i lavori in ceramica di Yuri Ancarani, Salvatore Arancio, Sueharu Fukami, Jonathan Monk, Carlo Zauli e Italo Zuffi.

La mostra inaugura un ciclo intitolato COURTESY EMILIA-ROMAGNA voluto dal nuovo direttore Simone Menegoi: una serie di mostre temporanee, allestite all’interno di Arte Fiera a partire dall’edizione del 2019, che si propone di celebrare il patrimonio collezionistico del territorio – un vero e proprio “museo diffuso” – dalla prospettiva di un curatore (che cambierà ogni anno) e di un tema da lui proposto.

Per la prima edizione, a cura di Davide Ferri, il concept insiste sul tema di fondo della rassegna: l’Emilia Romagna come terra d’arte, nella quale le individualità e le eccellenze si riconoscono parte di un tessuto, di una rete, di un paesaggio comune.

Oltre al Museo Carlo Zauli, collaboreranno istituzioni quali MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi, Fondazione Cirulli, Xing, Fondazione Carisbo, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, MAST, Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro e Galleria d’Arte Moderna Raccolta Lercaro, Fondazione Modena Arti Visive (Fondazione Fotografia Modena-Galleria Civica di Modena-Museo della Figurina), Mutina for Art, CSAC Parma, Collezione Maramotti, Palazzo Magnani, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio Imola, MiC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Museo Carlo Zauli, Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna, Fondazione Tito Balestra Onlus, Collezione Sughi, Collezione Verzocchi, Palazzo Romagnoli, Galleria Vero Stoppioni.

Solo figura e sfondo
COURTESY EMILIA-ROMAGNA, edizione 2019

“La vita è solo figura e sfondo” – dice Samuel Beckett in Murphy. Più che un titolo, è una suggestione che può dare un’indicazione sulle direzioni in cui si sviluppa la mostra, privilegiando lo svolgimento di un tema centrale della storia dell’arte (e della teoria della percezione): il rapporto tra figura e sfondo, non solo in termini formali, sulla base cioè della “legge dei contrasti” e delle sue possibili trasgressioni, ma soprattutto in termini lirici e atmosferici.

Al centro della mostra vi è l’esperienza del soggetto nel luogo e del paesaggio, interpretato alla luce di indicazioni che provengono anche dalla letteratura, dal cinema, dalla musica e dalla fotografia, con particolare attenzione a quella linea di ricerca che, attraverso figure come Pier Vittorio Tondelli, Gianni Celati e Luigi Ghirri (solo per fare qualche esempio), ha delineato una specie di mitologia della via Emilia e l’idea della via Emilia come metropoli diffusa.

La mostra guarderà a diverse generazioni di artisti, ad alcuni grandi maestri ma anche alla riscoperta di alcune figure di artisti minori presenti nelle collezioni delle istituzioni e delle fondazioni della regione, a linguaggi diversi (inclusi quelli specifici di alcune importanti tradizioni locali, come la ceramica e il mosaico, ad esempio), privilegiando uno sviluppo sincronico, le libere associazioni, gli accostamenti inediti, in modo che anche l’allestimento e la relazione tra le opere, sia uno spartito in grado di pensarsi come costruzione di senso a proposito del rapporto tra figura e sfondo.


Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma ed è curatore indipendente. È docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Rimini (LABA) e di Allestimento degli spazi espositivi ed Ergonomia delle esposizioni presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Dal 2012 è curatore della Sezione Arte del Festival teatrale Ipercorpo. Dal 2015 è consulente dei Musei San Domenico/Palazzo Romagnoli di Forlì per la programmazione e realizzazione di mostre di arte contemporanea. Dal 2001 al 2006 è stato direttore artistico del Museo dell’Arredo Contemporaneo di Russi (Ravenna).

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