Arianna Carossa al Museo Zauli

1 Posted by - 28 Aprile 2019 - ceramica contemporanea

Arianna Carossa
al Museo Carlo Zauli
dal 22 al 31 luglio

Siamo lieti di ospitare Arianna Carossa, che lavorerà a luglio nei nostri laboratori per realizzare una nuova produzione ceramica.

Le opere ceramiche verranno esposte ad ottobre, nella mostra di chiusura residenze, e accompagnate da un testo critico di Luca Bochicchio.

Come sempre nella poetica di Carossa, anche in questa occasione emerge l’integrazione di cultura e natura, attraverso l’accostamento di un materiale tradizionale come la ceramica con elementi recuperati, cercati in natura.
Anche in questa occasione la presenza dell’artista in residenza si apre alla città. Per tutta la permanenza di Arianna Carossa la sala dei forni sarà sonorizzata con un suo lavoro, e la sera del 30 luglio, alle 21, momento open studio anche alla presenza di Luca Bochicchio.

Arianna Carossa: residui, desiderio e rigenerazione

I residui, le accumulazioni e gli accostamenti improbabili sono strumenti di cui da tempo si serve la contemporaneità. Essi si trovano di frequente anche nel lavoro di Arianna Carossa ed anzi ne costituiscono elemento qualificante e identitario. Questa presa d’atto, per così dire “iconografica”, attiene però alle mere considerazioni di superficie.

Al centro di questi lavori compaiono sempre residui (elementi figurativi marginali, dettagli, cocci di porcellana o corazze d’aragosta) che si scoprono straordinariamente preziosi: nei colori, nella materia o nella derivazione talvolta indecifrabile ma sempre connotata da un’elegante improbabilità.

Questi residui non sono ciò che rimane del godimento: non veicolano la testimonianza melanconica del banchetto che si è compiuto, non rappresentano l’eco (estetica o concettuale) della vitalità. Non sono neppure accumulati o giustapposti per creare l’ennesimo decontesto in grado di far emergere il sommerso dell’artista o di chi ne osserva l’opera.

Si tratta di interventi che vivificano la materia inerme e la rigenerano attraverso l’espressione del desiderio. Questa rigenerazione non si compie sul piano del simbolo o dell’immaginario ma prima di tutto su quello del reale. Non sono ready made concettuali ma vera materia rigenerata (e per questo ogni volta irripetibile) attraverso il lavoro di un’artista che non “indica” ma “fa” il mondo, che ricerca (e ci fa ricercare) il senso della vita non in una mera decifrazione ma nella sua reale rigenerazione.

Andrea Ottolia


Nata a Genova , Arianna Carossa vive e lavora a New York. Inizia la sua carriera come pittrice esponendo nel 1999 all’Arc Gallery di Chicago alla Biennale d’arte contemporanea a San Pietruburgo presso il Manage del Museo Ermitage , alla Biennale degli artisti del Mediterraneo in Tunisia; nel 2005 sposta il focus della sua ricerca sulla scultura trasferendosi poi nel 2010 attraverso il premio dell’ISCP a New York dove attualmente vive. Nel suo lavoro fa uso di una gamma di tecniche diverse, come la pittura, la scultura la performance.

Nel 2014 esce il libro “The aesthetic of my disappearance “ lanciato dal Moma/PS1. Quest’anno partecipa al sessantesimo premio Faenza per la ceramica. Espone a Documenta 11 kunstbalkon a Kassel, al MACRO di Roma, Lower Manhattan council di New York, Fondazione Antinori, Firenze, Vittoriano a Roma, Museo di Villa Croce a Genova, Museo dellla Miniera di Citta’ del Messico, Istituto Italiano di cultura di Citta del Messico, Mic Faenza, Ps1 New York.